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Edizione Nº 108
Anno X Mag 2006
 
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I CAVALIERI DELL’APOCALISSE
Editoriale
Tonello Talarico

Finalmente, dopo lunga e penosa malattia, pardon, campagna elettorale si sono concluse le lotte politiche e l’Unione, alias, CentroSinistra si è imposta non per un’incollatura, ma per una impelatura sulla Casa delle Libertà. Prodi ha vinto. Amen!

Tralasciando tutte le polemiche che si sono tirati appresso sul conteggio e validità di qualche migliaio di voti, interpretato dalla Cassazione il plurale al singolare finalmente Mortadella può provare la sensazione godereccia di essere arrivato, anzi, ritornato a Palazzo Chigi. Non sappiamo se il Berlusca provi invidia o rancore, certamente non può pretendere di sovvertire i numeri. I voti, che non si pesano, ma si contano, hanno bene o male detta la loro.
Chi ama il nuovo ed il bello dell’alternanza può giustamente gioire: meglio un governo nuovo che uno vecchio e sgangherato. Per mezzo secolo abbiamo dovuto subire la presenza costante e inevitabile della Democrazia Cristiana che si univa, secondo i momenti, al migliore offerente per formare un governo identico al precedente; perpetrando, in una stucchevole successione di regimi fotocopia, un reato contro il libero arbitrio politico del paese.

Poi venne il maggioritario e con esso i partiti, anche se moltiplicandosi all’eccesso, poterono rendersi più vicini all’elettorato, presentando uomini locali ed i locali potevano scegliere (non sempre il meglio) di ciò che la platea offriva. Altri tempi. La ragion di stato o meglio l’opportunismo berlusconiano ci hanno privati di questo privilegio. E’ tornato un proporzionale che ha seccato gli affari di tutte le tipografie italiane. Non più le facce di Vincenzo e Nicola, amici compaesani, ma solo i volti noti dei soliti leader dei partiti. Uno spettacolo deprimente per la sua monotonia.
Inutile indagare sulle motivazioni di questo dietrofront. E’ convenuto al signore di Arcore, come ai veterocomunismi che per secoli hanno preferito le liste bloccate. Fatto si è che l’Italia si è ritrovata spaccata esattamente a metà. Dove sta il meglio?

Difficile dirlo: ognuno lo vede nella fazione che gli è più congeniale. Nel complesso, avendo girato pagina, saremo almeno liberati da quel tam tam antiberlusconiano che ha pervaso i salotti, i tinelli e le camere da pranzo di tutte le case italiote. Ora si presentano sul tappeto problemi ben più gravi dell’odio viscerale che l’intera sinistra ha provato per il cavaliere. Ora bisogna fare i conti con i numeri e questi non lasciano spazio alle opinioni o ai punti di vista. Ora bisogna dimostrare di saper governare meglio. Crederci? Tutto è possibile. Difficile è dimostrarlo ed in fretta anche.
Ma prima di mettere mano alle riforme è necessario dare principio alle istituzioni. Non sapendo in anticipo se Bertinotti e Marini (o Andreotti) coroneranno la loro carriera con posti di primo piano, osiamo pensare che, dato il voto segreto, si potranno avere delle sorprese. Siamo sicuri che gli ex d,c, siano disposti a vendersi l’anima al comunismo? Se dovessero, nel segreto dell’urna, essere sopraffatti da un rimorso verso i De Gasperi e don Sturzo del secolo passato, potrebbero esitare prima di scrivere il nome dell’ultimo dei moicani fidel-stalinisti. Se lo faranno, Prodi sarà destinato al cestino dei rifiuti, se non lo faranno, (per ragion di portafoglio), Prodi avrà via libera per almeno due anni e mezzo (giusto il tempo perché si maturino le pensioncine dei neo parlamentari. Grande esempio di dedizione politica!

Questo abbiamo pensato prima che il giudice super partes (soprattutto la sua) di Scalfaro pronunciasse vincente il sindacalista Marini per ben due volte, sbagliarsi tre, annullare una votazione e finalmente, tra un inciucio e l’altro annunciare che il papa è fatto.
Alla Camera le cose sono andate più per il sottile: la presenza scomoda di un comunista verace sullo scranno più alto non è stata molto gradita. I segnali non sono mancati anche se non sono mancati neanche i voti necessari per farcelo sedere. Contenti loro….

Poi vengono gli argomenti finanziari. La situazione non è delle più rosee, ma, come si dice in giro, la ripresina è cominciata e potrebbe proseguire se si continuerà per la strada giusta. Ma quale sarà il sentiero che imboccherà la nuova maggioranza? Presto per dirlo. Se si darà mano al megaprogramma non sappiamo se il paese sopporterà l’inevitabile imposizione fiscale che questo si tirerà dietro. Se si camperà alla giornata ci saranno più probabilità di filare lo spago. Nel frattempo si muore a Nassirija e si incendiano le bandiere di Israele. L’Iran con un folle alla testa delle istituzioni continua a minacciare Israele e il mondo intero e noi, come al solito, ce ne accorgeremo solo quando sarà troppo tardi. L’importante è gridare: pace, pace e pace. Quindi non ci resta che lasciarci con un francescano auspicio di… Pace e bene…

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