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Non sappiamo se lavori più per costruire o per distruggere. Dalla sua magione non esce nessun segno di tregua: Ersilia Salvato continua per la sua strada. Sembra essere questa l’unica nota saliente dai dispacci che lasciano il quartiere generale. Ma i malumori anziché chetarsi sembrano aumentare: se chiedete in giro, chi sta dentro chi sta fuori nessuno saprà rispondervi, nemmeno i diretti interessati. Le pagine dei giornali e le mura della città sono tornate a fungere da “tazebao” del pensiero politico locale. I termini più pesanti sono apparsi proprio dai fogli colorati di rosso, del partito più rosso dello schieramento. Rifondazione Comunista (o Comunisti Italiani: difficile capire la differenza) sono ai ferri corti. Considerano la Salvato alla stregua di un Rasputin non potendola paragonare a Stalin, loro prodotto ideale e fanno intendere come i suoi metodi non si discostino poi tanto da quelli adoperati oltre cortina. Parlano disinvoltamente di “arroganza” come unico metodo di valutazione nella composizione della Giunta tanto da farci chiedere: “Se questa è l’opinione di un partito (se pur ridotto ai minimi termini elettorali dalla presenza della lista “dell’eretico” Giovanni Spagnuolo), quale dovrebbe essere al considerazione della minoranza? E mentre un’area gelida sembra provenire dal portone di Palazzo Farnese in contrasto con la calura estiva che non dà tregua, c’è chi, interrogato a proposito, preferisce andarsene al mare. E’ quanto ci ha risposto, Tonino Di martino, ex assessore ai lavori pubblici ( non riconfermato) il quale si è rifiutato garbatamente di commentare al situazione politica creatasi all’interno della stessa maggioranza. Fresco di pelo, con un sorriso enigmatico ha lasciato più dubbi che certezze nelle sue parole; quindi si è trascinato con sè il segretario dei Ds, Renato Di Maio, meritevoli (a detta loro) di un pò di riposo su una spiaggia del litorale. Ma se Di Maio e Di Martino passano, i problemi restano. E se la matematica continua a non essere un’opinione, il quadro politico prossimo venturo, non sarà dei più felici. Certi invece di una soluzione si dichiarano tutti gli altri esponenti e lo fanno con un loquacissimo silenzio. I popolari (quelli col marchio doc demitiano), Rinnovamento Italiano o quel che resta della Margherita, Italia dei Valori (appena divorziata dal verde Costagliola) la parte sindacale dei Ds, i socialisti dello Sdi (vero esempio di miracolo politico elettorale di cui si compiacerebbe lo stesso Craxi, tornando in vita) e altri rappresentanti spiccioli, sostengono che Giunta migliore non poteva essere partorita. E voglio credere quando si gioca tutto sulla “mors tua vita mea” non la si può pensare diversamente. Ne è convinto il notaio Salvatore Di Martino (raro esempio di carriera saltellante: capo dell’opposizione, passato nella maggioranza con mossa a sorpresa degna della più alta strategia militare mastelliana) rifiuta ogni compromesso con il suo partito e la storia. “Dio me l’ha data (questa carica) e guai a chi me la tocca!” Anche a costo di rompere con tutti, amici di partito compresi. Il totalizzatore cittadino, se potesse funzionare anche puntando sulle intuizioni e sui proponimenti, dovrebbe letteralmente scoppiare. Si pensa di tutto e di più. Ci sono i sostenitori che di tanto in tanto ritornano in un anonimo “comitato pro Salvato” (come i cittadini di Poggibonsi si ritroverebbero nella loro “pro loco”) i quali si dichiarano convinti della bontà delle scelte e degli indirizzi, dimenticando che 18 meno 5 fa 13 (anche a Poggibonsi) ma certi che a Castellammare può fare anche venti! Prova ne sarà il primo consiglio comunale ipotizzato per il nove luglio, giorno in cui non una resa dei conti, ma solo una presa d’atto, potrà segnare l’inizio del nuovo cammino guidato dalla Salvato. Questa è la vera “anomalia” stabiese. Un paese condannato all’ingovernabilità o, come disse qualcuno, all’inutilità di essere governato! Ma la macchina amministrativa deve pur andare avanti. In arrivo (si dice) ci sono parecchi ex miliarducci (di lire); gli appetiti che illanguidivano le fauci di vecchi politicanti non si sono affatto sopiti e gli ostacoli frapposti dal nuovo sindaco vengono visti col fumo negli occhi. “Che governi, se ne è capace!” è la considerazione ufficiale dei dissidenti. L’opposizione, dal canto suo, tira i remi in barca in attesa di prepararsi ad un’offensiva “costruttiva”, mentre la gente continua a soffrire questo impasse fatto di traffico caotico, di aria irrespirabile e mare sempre più inquinato. I tre punti di rivincita di Castellammare segnano già la più clamorosa sconfitta! Chi sarebbe disposto a sorridere con queste sconfortanti premesse? Eppure si tace. Bocche cucite, forse, ma occhi che parlano più delle parole!...
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