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Edizione Nº 50
anno V Giugno 2001
 
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CORRISPONDENZA DAGLI STATI UNITI
Lettera d'oltre-oceano
di A. Javarone

Ho già accennato, in una mia precedente corrispondenza, ad alcune soluzioni adottate in Georgia ed esattamente nella città di Savannha, a fronte di gravi e difficili problemi dei rifiuti e delle acque nere.
Riallacciandomi alle esperienze vissute recentemente in quella città, desidero oggi accennare ad un altro notevole problema cittadini: l'uso dell'auto privata in città.
Me ne sono già occupato indirettamente, quando su queste stesse pagine ho parlato di "moto perpetuo". E per "moto perpetuo" intendevo riferirmi allo stressante girare con l'auto in città, alla disperata ricerca di un approdo per il proprio "mezzo".
In quella città questo problema non si pone, per tre buoni motivi:
  1. l'uso in città della propria auto è reso il più delle volte superfluo dal fatto che i mezzi pubblici circolano numerosi e frequenti; ma soprattutto sono eliminate le noiose perdite di tempo per l'acquisto e l'uso dei biglietti. I mezzi cittadini, che circolano in tutte le direzioni, sono "gratis" per tutti. Si sale e si scende velocemente ad ogni fermata; fermate che sono numerose e strategiche.
  2. Tali fermate sono chiaramente indicate in dettaglio, a margine delle strade, ed i cartelli ripropongono percorsi dei singoli mezzi e la frequenza delle corse, che sono numerose.
  3. I divieti di sosta sono quasi del tutto inesistenti, tranne brevi tratti, nei quali le auto in sosta ostacolerebbero seriamente lo scorrere normale del traffico. Inoltre i pochi parchimetri posti su brevi tratti delle strade più commerciali, sono tarati su tariffe orarie molto modeste (500 lire, che è un'inezia, considerato il cambio del dollaro).
Devo inoltre aggiungere, per restare nel tema, che in città molto importanti, come ho potuto constatare ad Atlanta, meta di numerose periferie, per coloro che affluiscono giornalmente in città, il problema di parcheggiare la propria auto nelle zone più congestionate del centro il più delle volte non si pone, in quanto proprio in centro sono stati realizzati, non so bene se con fondi pubblici o privati, numerosi "garage" verticali, a cinque piani, con notevoli capacità di ricezione ed a tariffe orarie molto contenute (probabilmente rese possibili da agevolazioni fiscali da parte del governo della città)


C0NTRO-CORRISPONDENZA DALL'ITALIA
Caro ingegnere, quello che lei ha visto in America (o come si suol dire, negli Stati Uniti) è ben poca cosa rispetto a quello che si può vedere da noi.
Il problema del traffico noi cittadini del sud e più in particolare, noi cittadini stabiesi lo abbiamo risolto da tempo, senza dover ricorrere a parcheggi sotterranei o verticali, a mare o in cielo, perché qui da noi... È TUTTO UN PARCHEGGIO!!!
Hai solo l'imbarazzo della scelta: l'antro di un portone, un angolo di marciapiedi, all'ombra di un cartello con divieto di sosta e rimozione con carri gru, in prossimità di una scuola o di un ospedale, accanto alla vetrina di un commerciante, o nei pressi di un ufficio pubblico! Il tutto sotto l'occhio vigile e comprensivo di un vigile che non vigila!
Una volta, (lei lo ricorderà) c'era un tram che attraversava l'intera città, dalla periferia (Largo Fusco) fino alle Terme Stabiane (che oggi non hanno più neanche la stazione della Circumvesuviana); un tram che si faceva il Corso Vittorio Emanuele servendo quanti avevano necessità di attraversare il paese o di recarsi fuori, fino a Sorrento. Poi un giorno la D.C., il boom economico e la modernizzazione ce l'hanno tolto perché non andava più a passo con i tempi. Ci hanno regalato un'auto per famiglia e ci hanno così imbottigliati in un traffico infernale che non dà più scampo a nessuno.
Al posto del tram ci sono gi autobus che costituiscono più un buon affare per chi li costruisce e li vende (nonché per chi ci lucra sopra) che per i poveri cittadini che dovrebbero servirsene. Per dirla in breve: un servizio che non serve!
Ma mentre le città da lei visitate l'hanno sconvolta per la loro efficienza noi li sconvolgeremmo per la nostra originalità. Quale cittadina della Georgia si sognerebbe di avere otto passaggi a livello nel centro cittadino? Nessuno? Ebbene noi ce li abbiamo! Quale cittadina della Georgia si sognerebbe di avere una stazione con un treno che non trasporta nessuno? Nessuna, direbbe lei. E si sbaglia, perché noi ci abbiamo i treni "fantasma" con passeggeri "fantasma", ma con costi "reali"!
Quale sindaco permetterebbe uno spreco di danaro pubblico così sfacciatamente voluttuario? Il nostro, beninteso! Il nostro Polito quotidiano non si sognerebbe di cambiare una virgola a questa cittadina che sta raggiungendo i primati di invivibilità degni del terzo mondo. Anzi, in occasione delle campagne elettorali, stampano anche dei libretti (come quelli di Mao) che illustrano dettagliatamente tutto quello che promettono e non realizzeranno mai!
E lei continua a parlarci di traffico cittadino e parcheggi a basso costo, facendoci dimenticare che in parcheggio, da ben otto anni, ci abbiamo messo le nostre speranze e il nostro futuro. Speriamo di svegliarci presto...
Alla prossima.
La Redazione


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