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Edizione Nº 50
anno V Giugno 2001
 
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Le "Belve" sono fra noi!
Riflessioni sugli ultimi fatti di cronaca
di Rosario Russo

Da qualche tempo ho iniziato queste riflessioni sui sempre più frequenti tragici, sconvolgenti, inspiegabili fatti di cronaca in cui sono coinvolti dei minorenni e che turbano profondamente la coscienza dell'uomo della strada. Però, al momento di darli alla stampa, ecco assurgere alla cronaca un nuovo, agghiacciante fatto di sangue e di morte, ancora più crudele dei precedenti, che mi costringe a rifare il tutto. Trattasi di avvenimenti in cui minorenni o adolescenti sono autori di atroci delitti o, invece, sono vittime innocenti o spettatori inermi.
Sono fatti ripetitivi di analoghi luttuosi avvenimenti di anni scorsi e che, quindi, non costituiscono novità. Quello che, però, dà da pensare è che si ripresentano con paurosa periodicità come quando nei mesi scorsi, a distanza di una sola settimana, se ne verificarono ben tre, uno dei quali, quello di Novi Ligure, dove una ragazzina di sedici anni, Erika, col fidanzatino diciassettenne ammazzò la madre ed un fratellino di dodici anni, per la cruda ferocia che lo ha caratterizzato, è rimasto indelebilmente impresso nella mente.
Non molti giorni dopo, a Gremme, in provincia di Novara, una ragazza di 18 anni, con la complicità del fidanzato diciannovenne, cercò di uccidere a coltellate la propria madre che riuscì a scappare su un balcone da dove chiese aiuto e si salvò, mentre, nella stessa giornata, un giovane trentenne, prostrato da un esaurimento nervoso, dopo una lite per futili motivi uccise a coltellate la madre.
Non molto tempo prima un altro minorenne aveva ucciso con un colpo di coltellino alla gola una compagna di scuola che rifiutava le sue attenzioni amorose e qualche anno addietro sconvolse l'opinione pubblica l'analogo delitto compiuto qualche anno addietro dal giovane Maso che, dopo aver ucciso i genitori con la complicità dei suoi amici per impossessarci in anticipo dell'eredità, chiuse la porta e tranquillamente se ne andò a ballare in discoteca!
Sembrava che si era ormai toccato il fondo il mese scorso quando, a Bologna, un giovane di origine serba, Sinisha Milan Nikolic, prima abusa, straziandola, la piccola Sara di soli nove anni, sorellina della sua compagna, e poi la strangola. Ed a Giugliano una coppia di giovani balordi, forse tossicodipendenti, ammazzano un giovane di 29 anni per rubargli un'auto del valore di solo un milione! Ma, quello che rende più agghiacciante il delitto è che, nell'auto con la quale questi due balordi si erano recati sul luogo del delitto, assisteva, impotente e, forse, impaurito per lo svolgersi della vicenda, il loro figlioletto di appena quattro anni!
Dicevo, sembrava che si era toccato il fondo ed invece non è affatto vero: un nuovo, agghiacciante delitto compiuto da minorenni ha fatto rabbrividire il Paese! A Sora cinque ragazzini da 13 a 17 anni (quindi tutti mocciosi minorenni) ammazzano a colpi di pietra e bastonate una povera pensionata di ben 92 anni, prima per strapparle la pensione consumata poi nella sala dei video-giochi e, più tardi, per impossessarsi di tutti i suoi risparmi per 30 milioni. Arrestati, confessano tutti ma restano freddamente impassibili !
Questi assurdi delitti (e non sono casi isolati), commessi sempre più spesso da ragazzi insospettabili, lasciano perplessi. Possibile che questi giovani, come Erika e Mirko, che i loro compagni di scuola, intervistati alla TV, ritennero senza alcun indugio "normali", improvvisamente si spogliano delle vesti di bravi ragazzi e diventano belve? Ed allora, ci si domanda, come fare per individuarli ed impedire queste loro deviazioni? Come non sospettare che il nostro "normale" vicino di casa o il nostro "normale" compagno di banco o di svago improvvisamente non si manifesti quale belva assetata di sangue?
Certo non dipende sempre dall'educazione ricevuta in famiglia. Molto spesso trattasi di ragazzi di famiglia borghese ma una componente determinante di queste deviazioni è la droga, consumata o fortemente desiderata, che elimina il raziocinio e spinge a delitti assurdi.
Tuttavia i genitori sono costretti a fare una profonda riflessione nel loro intimo e chiedersi in cosa abbiano sbagliato nell'allevare i propri figli. Si dovranno chiedere se il troppo lassismo, l'eccessiva tolleranza, l'abusato permissivismo non abbiano creato i presupposti per meritarsi quest'odio dai propri figli per i quali si sono sempre prodigati perché nulla mancasse loro. Si dovranno chiedere a cosa siano serviti tanti sacrifici per tirarli su, tanti soldi per soddisfare i loro desideri, tante notti trascorse in bianco prima, quando erano lattanti, od ora, divenuti adolescenti, quando rientrano tardi dalle discoteche.
Ed il genitore superstite, come l'infelice ingegnere De Nardi di Novi Ligure, padre di Erika, certamente dovrà sforzarsi, forse senza riuscirci, ad odiare la propria "bambina", sangue del suo sangue, carne della sua carne, che lo ha privato di affetti sì cari nelle persone della propria moglie e dell'altro suo figlio.
E che le belve siano tra noi, che si celino dietro la facce angeliche di giovani insospettabili, è dimostrato da un altro fatto di cronaca di un paio di mesi addietro quando due balordi assalirono una coppietta in macchina per depredarli di danaro e gioielli ma una loro distrazione consentì al giovane, loro vittima, che era un poliziotto, di sparare e ferirne uno mentre l'altro scappò. All'ospedale ci si accorse, con sgomento e con somma meraviglia, che il fallito rapinatore era un carabiniere ausiliario!
Concludo con l'amara constatazione che è molto triste la nostra vita se non possiamo fidarci di giovani insospettabili, anche di rappresentanti delle forze dell'ordine, insomma di chi ci sta vicino, sulla cui onestà avremmo il coraggio di scommettere anche l'ultimo nostro soldino. Il ministro Veronesi , minimizzando oltre ogni dire, affermò in un'intervista alla RAI che, secondo il suo parere, questi avvenimenti sono "casi anomali in una generazione sana". Ma, se questa generazione è veramente sana, come si spiegano tanti reati commessi da giovani o da minorenni, tanta violenza, tanta indifferenza, tanta crudeltà?

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