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Edizione Nº 50
anno V Giugno 2001
 
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LUCA GIORDANO A CASTELLANNARE DI STABIA
L'opera è ora esposta nella grande mostra napoletana
di Salvatore Ferraro

Chi entra oggi nella Chiesa dei Padri Gesuiti o del Gesù, a Castellammare di Stabia, non può ammirare nell'abside la "Madonna del Soccorso" (olio su tela, cm 400 x 200) esposta temporaneamente a Napoli nella grande rassegna che Nicola Spinosa, Soprintendente per i Benti Artistici e Storici di Napoli e Provincia, ha voluto dedicare a Luca Giordano (Napoli 1634 - 1705), protagonista tra i più prolifici e geniali del Barocco in Europa, quel pittore più illustre ed emblematico della seconda metà del seicento.
A partire dalle sale suggestive di Capodimonte e Castel Sant Elmo a Napoli e, successivamente, nelle sedi prestigiose del Kunsthistorisches Museum di Vienna e del Los Angeles County Museum, un'ampia selezione di oltre cinquanta dipinti e sessanta disegni provenienti dalle raccolte pubbliche e private di tutto il mondo, fa rivivere le diverse stagioni della lunga attività dell'artista napoletano e gli aspetti più rilevanti della sua vastissima produzione sacra e profana.
Luca Giordano fu conteso dalle grandi corti europee e dai più importanti committenti del Seicento e firmò un corpus di opere con pochi confronti per dimensioni e qualità di invenzione. La mostra napoletana, fermamente voluta e splendidamente organizzata da Nicola Spinosa, documenta ed aggiorna la sua parabola originale dagli anni giovanili alla maturità, ai trionfi della fine del Seicento, quando viene chiamato in Spagna ad affrescare le dimore reali di Carlo d'Asburgo.
L'opera di Castellammare di Stabia, recentemente restaurata e già studiata da Ferrari- Scavizzi e Pacelli è esattamente descritta da De Dominici nella biografia di Luca Giordano aggiunta alla seconda edizione delle "Vite" di Bellori, pubblicata a Roma nel 1728. Lo stesso biografo ci informa che il dipinto fu eseguito dopo il ritorno del pittore dalla Spagna nel 1704 "con maniera robusta e gusto di colore inarrivabile".
Il dipinto è caratterizzato da un impianto compositivo studiato nella perfetta simmetria delle parti, dalla luminosa trasparenza della pittura, dal carattere dei putti e degli angeli, definiti da De Dominici assai belli, con una gloria veramente celestiale, acconciati alla maniera che sarà del De Mura.
Per Rossana Muzii si tratta della formula stilistica dell'ultima fase di attività del prolifico Luca Giordano, che ora alterna soluzioni di libertà pittorica che aprono al rococò italiano ed europeo ad esperienze di rivisitazione delle sue fonti giovanili, ormai completamente personalizzate in una nuova e drammatica essenzialità di linguaggio.

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